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L'IA, PROTESI DELLA MENTE?

Volume della collana LE BELLE LETTERE n. 94
Prezzo: €25,00 / Prezzo di listino: €25,00
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Formato: 150X200, 240 pagine / Marzo, 2026 / ISBN: 9788893132978
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Questo libro nasce dalla comune prospettiva di un osservatore o di un utente che, con vari gradi di consapevolezza, si trova di fronte sia alle opportunità offerte da questa nuova frontiera, sia con agli effetti che essa esercita ormai quotidianamente sulle nostre vite.

È evidente quanto sia cruciale l’interazione e la crescente fusione tra intelligenza umana e intelligenza artificiale. Si tratta di ambiti che, studiandosi reciprocamente, si rafforzano: le neuroscienze giocano un ruolo essenziale nello sviluppo delle reti neurali artificiali e, parallelamente, queste tecnologie contribuiscono in modo significativo a chiarire i molteplici aspetti della complessità neurobiologica che caratterizza la mente umana.

 L’intelligenza artificiale può essere letta come l’ultima, vertiginosa frontiera dell’evoluzione culturale dell’uomo, un’evoluzione che procede in parallelo a quella biologica ma con una velocità incomparabilmente maggiore e che ha già prodotto un meta-mondo, un mondo di secondo ordine fatto di simboli, tecniche, istituzioni e dispositivi cognitivi. In questo spazio artificiale il principio immanente di finalità, ciò che potremmo chiamare il dominio dell’UT, ha orientato l’organizzazione sociale e l’intero sviluppo tecnologico, fino a diventare l’ambiente stesso in cui pensiamo e agiamo. L’intelligenza artificiale apre ora l’orizzonte di un mondo di terzo ordine, un meta-meta-mondo in cui la mente estesa non è più soltanto un supporto esterno, ma un interlocutore cognitivo capace di ristrutturare conoscenza, decisione e immaginazione. In questo scenario si affacciano possibilità straordinarie: nuove forme di cooperazione sociale, un ampliamento radicale delle capacità cognitive, una redistribuzione del sapere e forse una revisione profonda dell’idea stessa di intelligenza. Ma insieme alle speranze emergono timori non eludibili: la perdita di controllo e di trasparenza dei processi decisionali, la delega crescente di razionalità a sistemi opachi, l’accentuarsi delle disuguaglianze e il rischio che l’autonomia della macchina riduca lo spazio critico dell’umano. L’IA appare così come una soglia ambivalente, promessa di emancipazione cognitiva e insieme possibilità di un nuovo assoggettamento, davanti alla quale la cultura è chiamata a interrogare sé stessa prima ancora della tecnica.

Questo saggio può essere visto come la prosecuzione del volume “Umana Forma, Umana Sostanza”, già riflessione scientifico filosofica sulle origini, la funzionalità e la fenomenologia della mente. A partire dal continuo lavorio dell’uomo ab origine, nell’accrescersi e potenziarsi sfruttando la sua mente, quest’ultimo capitolo racconta l’ultimo sforzo dell’intelligenza: non tanto implementare con opportuni device le sue capacità operative, quanto accrescersi dentro, incrementare sé stessa, ingigantirsi in una interconnessione totalizzante.   

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