Leggi le prime pagine: 

OBITORIO TRIESTINO

Un crimine impunito

Volume della collana LE BELLE LETTERE n. 81
Prezzo: €13,00 / Prezzo di listino: €13,00
SCEGLIERE COME OMAGGIO UN TITOLO DALLA COLLANA DEI QUADERNI
Formato: 130X170, 112 pagine / Febbraio, 2024 / ISBN: 9788893132688
Autore: 

Di buon mattino il neo commissario Gianfrancesco Andreoli d’Antimo si avviò a piedi verso l’ufficio e, giunto nei pressi del canale, quasi inciampò in un’immagine bronzea, priva di qualsiasi piedestallo che rappresentava un individuo dal volto ispirato. Gli si accostò e comprese che quell’immobile passante era un omaggio della città a James Joyce.
Si sedette un poco turbato in un vicino caffè dove, trascurando le consuete regole, ordinò un brandy e lasciò che lo scorrere dei ricordi fluisse senza limiti. Suo padre gli aveva magnificato l’Ulisse, a suo dire, opera straordinaria, destinata a mutare lo sguardo letterario del secolo. Il giovane, fresco di studi classici, ne aveva scorso qualche pagina poi, di nascosto, aveva infilato nello scaffale quel testo tedioso. Qualche anno dopo aveva rivalutato questo grande scrittore leggendo senza sforzo Gente di Dublino dove, finalmente, qualcosa era narrato. Mentre ammirava quel vecchio caffè, con tutti i suoi ori, ricordò che lo scrittore irlandese, nella sua vita travagliata, aveva avuto una predilezione particolare per Trieste, dove risiedette a lungo frequentandone i circoli intellettuali.
Allora, concluse il commissario, non si trattava di una piccola città priva di un suo sostrato culturale, ma che poteva riservare inaspettate sorprese.
Finì di gustare il brandy e decise che la sua conoscenza del luogo era molto ridotta e che bisognava indagare più a fondo i luoghi, perché era convinto che la conoscenza dell’ambiente avrebbe facilitato il suo lavoro.

Rimaneva ancora qualche raggio di sole, ma il fresco della sera consigliò l’atmosfera accogliente di un ristorante dalle grandi vetrate sul mare.
Discussero sul menu e il commissario accettò l’esperienza dell’amica; dopo un’accurata lettura, ella scelse per tutti e due il medesimo piatto. Era qualcosa di marino che Andreoli non conosceva, ma si affidò senza discutere a colei che pareva un’esperta.
Durante la cena Viviana, che attendeva l’argomento con impazienza, si dilungò sulla storia di Trieste e dell’Istria, riassumendone i passaggi fondamentali con precisi accenni alle vicende della penisola balcanica e al dominio austro ungarico per il quale, seppur con qualche esitazione, non nascose di provare una certa simpatia. Per corroborare le affermazioni esternò le sue inclinazioni per la cultura del periodo imperiale citando, a supporto, le sue preferenze culturali e musicali, ‘Dall’uomo senza qualità’ a Mahler e alla leggerezza di Strauss, all’incontestabile, sconvolgente novità di Freud e alla dirompente pittura di Schiele accanto alla vellutata immaginazione di Klimt. Andreoli parve affascinato dall’entusiasmo del discorso e, sorridendo nell’introdurre una nota benevolmente provocatoria: “Ha dimenticato Adolf Hitler". La professoressa ebbe un’esitazione, poi si produsse in una risata, mentre la conversazione si dirigeva su un piano di ironica intimità.

Prima di acquistare legge le prime 30 pagine cliccando sotto la copertina!

Se si desidera acquistare si prega di non dimenticare di indicare il Quaderno scelto per OMAGGIO dalla collana dei Quaderni!

Libri correlati: 
FEBBRE DAL PASSATO. TRIESTE 1972
L'INGINOCCHIATOIO
CARNAZZA
Carta forbice sasso